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Il Volo delle Farfalle- La scomparsa di Emanuela Orlandi

Il Volo delle Farfalle- La scomparsa di Emanuela Orlandi
Testo di Federica Festa e Matteo Festa
Interpretato da Federica Festa
“permesso? Vi racconto un mistero!”
Ospitato presso il teatro Le Maschere zona trastevere, nel cuore di una Roma ricca di misteri e intrighi, una performance di teatro sociale incanta per circa un’ora e mezza il pubblico.
Un pubblico che vorrebbe tanto che la vicenda fosse il frutto della fantasia di un autore di gialli, oppure di teatro dell’assurdo. Si spera sempre nell’arrivo di un “Montalbano” ; di un “Coliandro” o di un tarantiniano “Mr Woolf” , qualcuno, insomma, che risolva problemi.
Ma non è così, l’intricatissina vicenda che ci “raccontano” è quella di una cronaca molto recente della Storia della nostra Italia degli ultimi trentanni.
La vicenda si intreccia tra misteri di un Vaticano sempre più temporale e meno spirituale; la Banda della Magliana; gli scandali del Banco Ambrisiano e soprattutto la scomparsa di una giovane ragazza che, flauto a parte, non si sa che fastidio potesse recare o meglio è quello a cui è stata portata l’opinione pubblica in anni di depistaggi.
I passaggi importanti di questa storia vengono messi in scena da una poliedrica Federica Festa che veste i panni de La Suora insegnante di flauto della giovane, La Sorella e una Venditrice di souvenir del colonnato di San Pietro.
Le tre donne raccontano i fatti secondo le loro visioni prospettiche, incredibilmente coinvolte, dalla più vicina alla più lontana, in uno dei più grandi arcani di questi nostri anni.
La Suora che si morde la lingua tra ciò che pensa, ciò che ha sentito dire e ciò che “non può dire” ; la Venditrice andata in rovina a causa dello storico crack del Banco Ambrosiano e a fare da collante a tutto ciò la solitudine della famiglia impersonata nella Sorella di Emanuela.
Uno spettacolo dai toni arrabbiati ma non troppo, uno spettacolo che non da risposte ma solo altre domande ,uno spettacolo che è impegno ma anche performance artistica senza sbavature.
Chi vi scrive è davvero felice di aver assistito a un “lavoro” che mette in scena un dramma umano di questa rilevanza , senza però farne merce per showbiz; la solita differenza, insomma, tra chi chiede permesso prima di entrare e chi ci butta giù la porta di casa e si siede a prender il caffè con noi la domenica pomeriggio.

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