Questo è un paese per vecchi!

Userò questa sede per dire ciò che penso e sicuramente non risulteranno dei commenti particolarmente originali , ma la differenza tra me e chi imbratta i muri deve pur esserci!

Faccio parte di quella generazione in tre D (Disoccupati; Disillusi;Disorientati), quella generazione a cui era stato detto di essere la classe dirigente di domani , la stessa a cui è stata toccata mille volte la riforma scolastica e continua ad essere la più ignorante a livello europeo, quei giovani che , a parte qualche raro caso, sudano sette camicie per dire tre parole in inglese inscenando i siparietti alla Totò. La stessa generazione a cui sono stati proposti dei corsi di laurea che non hanno avuto nessun mercato  lavorativo ma son serviti solo alle università per far cassa.Oggi comunque, avvinghiati alle poltrone dei luoghi di comando, ci sono i “vecchi” con le piaghe da decupito sotto il sedere, metre i giovani di belle speranze stanno in panchina a dimenticare ciò che hanno studiato.A nulla sono servite le proteste organizzate dai centri sociali, dalle associazioni studentesche e dai precari dei vari settori, tutte voci inascoltate. Poi a noi giovani succede una cosa:ci si stanca di gridare e non essere ascoltati e si può finire in due modi: o si implode e ci si accontenta di quella precarietà, anche perchè  èl’unica cosa certa che si riesce a intravedere; la seconda alternativa è quella di cercare fortuna all’estero esattamente come hanno fatto i nostri nonni, solo che la differenza sta nell’accessorio: loro valigie di cartone e noi le valigia regalata alla laurea.Qualcuno, prima di tentare la grande fuga tenta di lusingare un professore o un titolare di cattedra dedicandosi a risolvere tutte le sue grane, prendendosi gli oneri e mai gli onori. La cosa brutta è che a riguardare le foto del periodo degli studi nessuno si riconosce più. Quello sguardo lo abbiamo perso e nessuno ricorda più dove e quando. Ci hanno chiusi fuori e non abbiamo capito di chi sia la colpa e in che percentuale va data a qualcuno al di fuori di noi stessi.

Paghiamo lo scotto di essere giovani, di averci creduto e di essere rimasti quella parte sana della società che non ha voluto piegarsi ai ricatti morali.

Ma tanto l’ottimismo vola…no?

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s